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REGOLAMENTO D’ISTITUTO

dell’Istituto “ Don Lorenzo Milani” di Gragnano (Na) 

Il Capo d’Istituto

  • visto il D.P.R. 24/6/1998 n. 249 e, in particolare, l’art. 4; 
  • viste ed applicate le norme sull’autonomia scolastica (art. 21 L. n. 59/97; D.P.R. n. 275/99  Regolamento    sull’autonomia - DD.MM. 251/98 e 179/99 sulla sperimentazione);
  • viste ele norme sulle scuole aperte e sulle attività extracurricolari (D.P.R n. 567/96, modificato e integrato al D.P.R. n. 156/99) e le norme sull’orientamento (direttiva n. 487/97); 
  • acquisito il parere degli studenti ai sensi dell’art. 6 dello stesso D.P.R. n. 249/1998;

emana

il seguente regolamento, elaborato ai sensi e per gli effetti del D.P.R. n. 249 del 1998, che si ispira alla Costituzione della Repubblica Italiana, disciplina le attività e detta le norme comportamentali alle quali i destinatari devono attenersi per un sereno svolgimento della vita scolastica e per un armonico sviluppo della persona in un contesto sociale e Italiana. 

Premessa 

L’Istituto promuove la formazione della persona umana attraverso l’acquisizione di conoscenze, competenze, abilità e lo sviluppo di una coscienza critica.

 

Titolo 1° - Vita della comunità scolastica

 

Art.1 - Generalità

L’istituto è il luogo in cui si esercita il diritto allo studio, si sviluppano le capacità individuali attraverso il recupero delle situazioni di svantaggio. 

Nella scuola ognuno collabora, pur nella diversità del proprio ruolo, alla crescita della persona umana, in tutte le sue dimensioni, al fine di preparare l’alunno all’inserimento consapevole nella società. 

L’istituto elabora un progetto educativo che tiene conto della interazione con il territorio nel quale opera, della qualità delle relazioni insegnante-studente, della necessità di sviluppare l’identità, il senso di responsabilità e l’autonomia individuale di ciascun alunno.

L’Istituto persegue altresì l’obiettivo di fornire agli studenti conoscenze culturali e professionali sempre più aggiornate e spendibili nel mondo del lavoro. 

La comunità scolastica è ispirata ai valori di democrazia e pertanto assicura agli studenti libertà di espressione in tutte le sue forme nonché una formazione educativa che miri al rispetto di sé e degli altri, al raggiungimento dell’autocontrollo, nonché al pluralismo delle idee. 

 

Titolo 2° - Diritti e doveri delle studentesse e degli studenti 

Art. 2 – Diritti

Gli studenti hanno diritto ad una formazione culturale e professionale aggiornata che valorizzi l’identità di ciascuno, che promuova la conoscenza di sé e sviluppi la capacità di interagire con l’ambiente esterno in modo funzionale al proprio progetto di vita. 

La scuola educa al vivere insieme e tutela il diritto dello studente alla riservatezza. 

Gli studenti hanno diritto di essere informati sulle norme che regolano la vita scolastica. 

Gli studenti hanno diritto di partecipare in modo attivo e responsabile alla vita della scuola, suggerendo attività integrative opzionali rispondenti ai loro interessi, che arricchiscono il loro curriculum formativo. 

Gli studenti hanno diritto di esprimere il loro parere sulla scelta dei testi scolastici da utilizzare. 

Gli studenti hanno diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva per avviarli ad un processo di auto-valutazione. 

Gli studenti possono essere consultati ogni qual volta si verifichino fatti che incidono in modo rilevante sull’organizzazione dell’istituto. 

Gli studenti hanno diritto di esprimere liberamente la loro opinione purché essa sia manifestata correttamente e non leda la dignità altrui. 

Gli studenti stranieri hanno diritto all’accoglienza e al rispetto del loro patrimonio linguistico, culturale e religioso. 

Gli studenti hanno diritto di riunirsi in assemblea di classe e di istituto. 

La scuola si impegna a porre in essere gradualmente tutte le condizioni per assicurare: a) un ambiente favorevole alla crescita della persona umana con un servizio educativo-didattico di qualità; 

b) offerte formative aggiuntive e integrative e iniziative volte al recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio, nonché alla prevenzione e al recupero della dispersione scolastica; 

c) la disponibilità di un’adeguata strumentazione tecnologica ed il suo utilizzo durante le lezioni pomeridiane; 

d) servizi di sostegno e promozione della salute ed assistenza psicologica. 

La scuola assicura l’utilizzo dei locali per lo svolgimento delle assemblee di classe, di Istituto, del comitato studentesco e per ulteriori iniziative di valenza didattico-formativa. 

 

Art. 3 - Doveri 

Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi ed assolvere assiduamente gli impegni di studio. 

Le assenze sono consentite solo per gravi e giustificati motivi. 

Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d’Istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi. 

Gli studenti si devono presentare a scuola con abbigliamento rispettoso dei compagni, degli insegnanti e delle istituzioni. 

Nell’esercizio dei loro diritti e nell’adempimento dei loro doveri, gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui all’art. 1, essi devono usare un linguaggio corretto evitando ogni aggressività e l’uso di espressioni offensive. 

Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dell’istituto. 

Gli studenti sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici secondo le norme di sicurezza e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola. 

Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l’ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola. 

Gli studenti sono obbligati a rispettare le norme del codice stradale anche all’interno dell’Istituto. 

  

Art. 4 - Ingresso ed inizio delle lezioni 

Gli studenti hanno l’obbligo della frequenza e, pertanto, salvo legittimo impedimento, devono trovarsi nell’istituto cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni. 

A lezioni iniziate, i ritardatari devono giustificare il ritardo con adeguata documentazione e, se accompagnati dal genitore o da altra persona che eserciti la patria potestà, possono entrare in aula. 

Il docente della prima ora provvederà ad annotare sul registro di classe il ritardo e la relativa giustificazione. 

Il ritardo ingiustificato costituisce violazione degli obblighi scolatici e pertanto il docente della prima ora provvederà ad annotarlo sul registro di classe. 

Le annotazioni dei ritardi ingiustificati, se superiori a cinque, dovranno essere segnalate al Dirigente Scolastico il quale provvederà ad ammonire l’alunno, dandone comunicazione alla famiglia. 

L’ingresso alla seconda ora è accordato, per motivi eccezionali debitamente documentati, dal Dirigente Scolastico, entro i cinque minuti precedenti l’inizio dell’ora di lezione. 

Nessuno comunque può essere ammesso alle lezioni dopo l’inizio della terza ora. 

 

Art. 5 - Assenze e giustificazioni

Tutte le assenze devono essere giustificate; a tal fine gli alunni interessati devono entrare nell’istituto al primo segnale della campana, secondo l’orario da stabilire anno per anno in funzione delle esigenze della scuola. 

Le assenze individuali possono essere giustificate dai genitori o dall’alunno (se maggiorenne) con l’apposito libretto delle giustificazioni. La giustificazione deve essere esibita all’insegnante della prima ora. Per assenze superiori a cinque giorni consecutivi, in caso di malattia, è indispensabile anche la presentazione di un certificato medico di guarigione; mentre invece, se dovute ad altri motivi, esse dovranno essere giustificate personalmente dal genitore. 

L’assenza non giustificata entro il quinto giorno successivo costituisce inadempimento degli obblighi scolastici, e pertanto il docente provvederà ad annotare tale mancanza sul registro di classe e la segnalerà al Dirigente Scolastico per gli opportuni provvedimenti disciplinari. 

I docenti sono tenuti a far rispettare queste regole, in quanto comportamenti non omogenei determinerebbero disparità di trattamento e sarebbero gravemente in contrasto con la funzione formativa che la scuola deve svolgere. 

  

Art. 6 - Assenze collettive

Le assenze collettive degli studenti possono essere giustificate alle seguenti condizioni, che devono tutte concorrere, e sempre che, dopo l’assenza, la richiesta provenga dalla famiglia dell’alunno: 

a) dichiarazione preventiva di adesione del Comitato Studentesco di Istituto ad eventuali manifestazioni; 

b) parere preventivo della Giunta Esecutiva, motivato e comunicato tempestivamente a studenti e famiglie, di ammissibilità della giustificazione in considerazione della serietà dell’impegno espresso dagli studenti nell’iniziativa; 

Le assenze collettive degli studenti non effettuate in conformità a quanto qui previsto non sono giustificabili ma devono essere comunque annotate negli appositi moduli delle richieste di giustificazione, poiché concorrono a formare il numero complessivo di assenze di ogni alunno. L’insegnante incaricato non firmerà la giustificazione e provvederà all’annotazione “NON GIUSTIFICABILE”. 

L’astensione collettiva dalle lezioni da parte degli alunni, anche se presenti nell’edificio scolastico, non autorizzata dagli Organi competenti, è equiparata ad un’assenza non giustificata. 

L’assenza durante le assemblea d’istituto non richiede giustificazione, perché in tali occasioni l’attività didattica è sospesa. 

  

Art. 7 - Libri di testo

Gli alunni devono presentarsi a scuola forniti del materiale didattico occorrente e di quanto altro necessario allo svolgimento delle singole lezioni. 

E’ vietato consultare materiale di natura diversa da quella della lezione in corso. 

L’istituto non assume responsabilità alcuna per libri ed oggetti lasciati incustoditi dagli alunni.  

 

Art.8 - Comportamenti in classe e all’interno dell’istituto

E’ vietato consumare cibi e bevande in classe durante le ore di lezione. 

Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti dei docenti e dei loro compagni un atteggiamento collaborativo, corretto e responsabile. 

E’ vietato a tutti fumare nelle aule, nei corridoi e negli spazi chiusi. 

E’, inoltre, assolutamente vietato a tutti mostrare ed utilizzare in classe, per qualsiasi scopo, durante le ore di lezione, telefonini, palmari, lettori mp3, auricolari, fotocamere e videocamere, in quanto sono elementi di disturbo dell’attività didattica. 

Tale divieto vige anche durante lo svolgimento delle attività extracurricolari (progetti, potenziamenti, approfondimenti, laboratori, ecc.) e, per gli studenti, anche negli spazi di pertinenza della scuola, quando essi non sono impegnati nelle attività didattiche. 

  

Art. 9 – Uscite anticipate ed ingresso posticipato

Non è consentito uscire dalla scuola prima del termine delle lezioni, se non per motivi gravi ed eccezionali, debitamente documentati.

Uscite anticipate ed entrate posticipate che determinano una frequenza inferiore alle tre ore di lezione giornaliere saranno computate come giorno di assenza ai fini del calcolo del credito scolastico. 

 

 

Art. 10 - Uscite dalle aule 

Durante l’avvicendamento dei docenti o le assenze momentanee degli stessi, è vietato uscire dall’aula. 

E’ altresì vietato trattenersi in bagno, nei corridoi, per le scale ed in qualsiasi altro luogo, sia nel caso di permessi accordati per esigenze fisiologiche, sia nel caso di permessi accordati per altri motivi. 

Il mancato rispetto delle disposizioni su citate costituisce grave mancanza che sarà opportunamente sanzionata. 

E’ assolutamente vietato uscire, durante l’orario scolastico, fuori dai locali scolastici. 

La violazione costituisce gravissima mancanza che sarà opportunamente sanzionata. 

  

Art. 11 - Ricreazione

La ricreazione avrà la durata di dieci minuti da spendere negli ultimi cinque minuti della terza ora e nei primi cinque minuti della quarta ora. 

  

Art. 12 - Tutela dell’arredo

Ogni alunno risponde dello stato di conservazione del posto banco. 

Chiunque danneggi le suppellettili ed i locali dell’istituto è tenuto al risarcimento del danno. 

In caso di mancata individuazione del diretto responsabile, ne rispondono, in solido tra loro, tutti gli alunni della classe, se il danno riguarda l’aula e le sue suppellettili, e tutti gli alunni dell’istituto, se il danno riguarda la scuola nel suo complesso. 

  

Art. 13 - Sciopero docenti

In caso di sciopero dei docenti, l’orario delle lezioni subirà gli aggiustamenti come da norme contrattuali e, pertanto, non sarà garantito il rispetto del calendario settimanale. Degli scioperi annunziati si darà preventiva comunicazione agli studenti e, loro tramite, ai genitori. 

  

Art. 14 - Assemblee di classe, assemblee d’istituto. Giunta e Comitato studentesco

Qualunque richiesta di singoli alunni e di intere classi deve essere rivolta al Dirigente Scolastico, direttamente dall’interessato o da un rappresentante della classe. 

Le assemblee studentesche, che costituiscono occasioni di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione culturale e civile degli studenti, sono disciplinate come in appresso. 

a) Assemblea di classe

E’ consentito lo svolgimento di una assemblea al mese nel limite di due ore di lezione di una giornata; essa non può essere tenuta sempre nello stesso giorno della settimana e/o nella stessa ora di lezione; i rappresentanti dovranno concordare con il Dirigente Scolastico, almeno due giorni prima, la data; ogni classe elegge due rappresentanti del consiglio di classe; gli eletti, quali membri del consiglio di classe, formano il comitato studentesco d’Istituto. 

b) Assemblea d’Istituto

E’ consentito lo svolgimento di un’assemblea d’Istituto al mese nel limite delle ore di lezione di una giornata; altre assemblee mensili possono svolgersi fuori dall’orario di lezioni. L’assemblea è convocata su richiesta della maggioranza del Comitato, o in caso di incuria e/o di non funzionamento del Comitato, su richiesta del dieci per cento degli studenti. La richiesta di assemblea, con l’ordine del giorno già stabilito, deve essere presentata al Preside almeno con cinque giorni di anticipo dalla data richiesta. Alle assemblee d’Istituto svolte durante l’orario delle lezioni può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici, scientifici, indicati dagli studenti; in questo caso gli studenti devono presentare l’argomento da inserire nell’ordine del giorno e i nomi degli esperti. All’assemblea possono assistere il Preside, o un suo delegato, e gli insegnanti che lo desiderano. Il Preside ha potere di intervenire  e di sciogliere l’assemblea stessa in caso di mancato rispetto delle norme del regolamento o in caso si accerti l’impossibilità a continuare i lavori. L’assemblea d’Istituto deve darsi un regolamento ed il comitato studentesco garantisce l’esercizio democratico dei diritti dei partecipanti. 

  

Art. 15 - Albo del comitato studentesco

Agli organi collegiali studenteschi è riservato uno spazio per l’affissione di deliberazioni, convocazioni e comunicati su argomenti e problemi riferibili alla vita e alle esigenze delle classi e dell’Istituto. Tutte le comunicazioni devono recare la firma dei proponenti che rappresentano la maggioranza dell’organo collegiale; la minoranza ha diritto di esprimere ed affiggere le comunicazioni di dissenso. 

 

Titolo 3° - Disciplina


Art. 16 – Finalità dei provvedimenti disciplinari

I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica. 

Affinché si realizzino le finalità per le quali le sanzioni sono irrogate, il consiglio di classe si impegnerà a non interrompere quella relazione biunivoca con lo studente che è fondamento del rapporto formativo 

Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto. 

I criteri che ispirano il tipo e l’entità delle sanzioni sono: 

  1. l’intenzionalità del comportamento, il grado di negligenza e l’imprudenza;
  2. la rilevanza dei doveri violati;
  3. il grado del danno o del pericolo causato;
  4. la sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti con particolare riguardo al comportamento e ai precedenti disciplinari dello studente nel corso dei dodici mesi precedenti;
  5. il concorso nella mancanza di più studenti in accordo tra loro. 

I comportamenti che violano le norme del codice penale e stradale vanno denunciati all’autorità giudiziaria competente dal dirigente scolastico e ne vengono informati le famiglie e il consiglio di classe. 

Ai fini della recidiva si tiene conto solo delle sanzioni disciplinari erogate nel corso dei dodici mesi precedenti. 

L’allontanamento dalle lezioni prevede l’obbligo della frequenza salvo il caso di recidiva.  

 

Art. 17 – Dei provvedimenti disciplinari

Tenuto conto dei principi e dei criteri precedenti, l’organo competente irroga i seguenti provvedimenti disciplinari. 

  1. Ammonizione scritta per condotta non conforme ai principi di correttezza e buona educazione.
  2. Allontanamento dalla scuola da uno a cinque giorni (per gravi scorrettezze verso i compagni, gli insegnanti o il personale, disturbo continuato durate le lezioni, mancanze gravi ai doveri di diligenza e puntualità, abbigliamento inadeguato, assenza ingiustificata ed arbitraria, turpiloquio, ingiurie ed offese ai compagni, agli insegnanti o al personale; danneggiamento volontario di oggetti di non grande valore di proprietà della scuola o di altri; molestie continuate nei confronti di altri).
  3. Allontanamento dalla scuola da sei a dieci giorni (per recidiva dei comportamenti di cui alla lettera b) e nel caso di ricorso a vie di fatto e per atti di violenza nei confronti di altri insegnanti o personale, avvenuti in ambito scolastico).
  4. Allontanamento dalla scuola da 11 a 15 giorni (per recidiva dei comportamenti di cui al punto precedente, per violenza intenzionale, offese gravi alla dignità della persona, uso o spaccio di sostanze psicotrope, atti e molestie fisiche e/o psicologiche, denuncia penale per fatti avvenuti all’interno della scuola).
  5. Allontanamento dalla comunità scolastica per una durata superiore a quindici giorni (in caso di commissione di reati con pena commisurata alla gravità del reato ovvero alla permanenza della situazione di pericolo). 

Tale sanzione è adottata dal Consiglio d’istituto, se ricorrono due condizioni, entrambe necessarie: 

1) devono essere stati commessi “reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana (ad es. violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale etc.), oppure deve esservi una concreta situazione di pericolo per l’incolumità delle persone (ad es. incendio o allagamento); 

2) il fatto commesso deve essere di tale gravità da richiedere una deroga al limite dell’allontanamento fino a 15 giorni previsto dal precedente art. 17, lettera d). 

In tal caso la durata dell’allontanamento è adeguata alla gravità dell’infrazione, ovvero al permanere della situazione di pericolo. 

L’iniziativa disciplinare di cui deve farsi carico la scuola può essere assunta in presenza di fatti tali da configurare una fattispecie astratta di reato prevista dalla normativa penale. 

Tali fatti devono risultare verosimilmente e ragionevolmente accaduti indipendentemente dagli autonomi e necessari accertamenti che, anche sui medesimi fatti, saranno svolti dalla magistratura inquirente e definitivamente acclarati con successiva sentenza del giudice penale. 

Nei periodi di allontanamento superiori a 15 giorni, la scuola promuove - in coordinamento con la famiglia dello studente e, ove necessario, con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria - un percorso di recupero educativo  mirato all’inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica. 

  1. F)Sanzioni che comportano l’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica fino al termine dell’anno scolastico. 

L’irrogazione di tale sanzione, da parte del Consiglio d’Istituto, è prevista alle seguenti condizioni, tutte congiuntamente ricorrenti: 

1) devono ricorrere situazioni di recidiva, nel caso di reati che violino la dignità e il rispetto per la persona umana, oppure atti di grave violenza o connotati da una particolare gravità tali da determinare seria apprensione a livello sociale; 

2) non sono esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l’anno scolastico. 

Con riferimento alle sanzioni di cui ai punti e) ed f) occorrerà evitare che l’applicazione di tali sanzioni determini, quale effetto implicito, il superamento dell’orario minimo di frequenza richiesto per la validità dell’anno scolastico. Per questa ragione dovrà essere prestata una specifica e preventiva attenzione allo scopo di verificare che il periodo di giorni per i quali si vuole disporre l’allontanamento dello studente non comporti automaticamente, per gli effetti delle norme di carattere generale, il raggiungimento di un numero di assenze tale da compromettere comunque la possibilità per lo studente di essere valutato in sede di scrutinio. 

  1. G)Sanzioni che comportano l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di stato conclusivo del corso di studi. 

Nei casi più gravi di quelli già indicati al punto f) ed al ricorrere delle stesse condizioni ivi indicate, il Consiglio d’istituto può disporre l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi.  

 

Art. 17 bis – Regole comuni.

La sanzione disciplinare deve specificare in maniera chiara le motivazioni che hanno reso necessaria l’irrogazione della stessa (art. 3 Legge n. 241/1990). 

Nel caso di inflizione di sanzioni che comportano l’allontanamento fino alla fine dell’anno scolastico, l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione agli esami di stato, occorrerà anche esplicitare i motivi per cui ”non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l’anno scolastico”. 

Di norma, le sanzioni disciplinari, al pari delle altre informazioni relative alla carriera dello studente, vanno inserite nel suo fascicolo personale e, come quest’ultimo, seguono lo studente in occasione di trasferimento da una scuola ad un’altra o di passaggio da un grado all’altro di scuola. 

Le sanzioni disciplinari non sono considerati dati sensibili, a meno che nel testo della sanzione non si faccia riferimento a dati sensibili che riguardano altre persone coinvolte nei fatti che hanno dato luogo alla sanzione stessa (es. violenza sessuale). 

In tali circostanze si applica il principio dell’indispensabilità del trattamento dei dati sensibili che porta ad operare con “omissis” sull’identità delle persone coinvolte e comunque nel necessario rispetto del D. Lgs. n. 196 del 2003 e del D.M. n.  306/2007. 

Al fine di non creare pregiudizi nei confronti  dello studente che opera il passaggio all’altra scuola si suggerisce una doverosa riservatezza sui fatti commessi. 

Va sottolineato, inoltre, che il cambiamento di scuola non pone fine ad un procedimento disciplinare iniziato, ma esso segue il suo iter fino alla conclusione. 

L’organo competente ad irrogare le sanzioni deve offrire allo studente la possibilità di sostituire le sanzioni, ad eccezione di quella prevista dal punto e) del presente articolo, con altri provvedimenti comprendenti la collaborazione ai servizi interni alla scuola, attività di volontariato o altra attività concordata con il coordinatore della classe frequentata dallo studente e con la famiglia. 

L’alunno che è incorso nella sanzione dell’allontanamento dalla scuola superiore per un periodo superiore a due giorni non può partecipare nei dodici mesi successivi alla sanzione alle visite di istruzione o ad altre attività integrative o ricreative individuate dal consiglio di classe. Durante il periodo previsto per le visite o le attività, lo studente frequenterà le lezioni in altra classe dello stesso livello. Inoltre, in sede di scrutinio finale, l’allievo non maturerà alcun credito aggiuntivo. 

L’alunno che è incorso nella sanzione dell’allontanamento dalla scuola superiore a cinque giorni o ad altra sanzione corrispondente, perde il diritto dell’esonero dalle tasse scolastiche e dai contributi per l’anno scolastico successivo a quello in cui è avvenuta la mancanza. 

Il trasferimento dalla scuola, anche in corso d’anno, per fatti gravissimi, per condanna penale ovvero per ragioni cautelari, viene deliberato dal Consiglio di classe in accordo con la famiglia, dopo aver sentito il parere dell’autorità giudiziaria e i servizi sociali competenti. 

Di ogni sanzione superiore all’ammonizione viene data comunicazione scritta alla famiglia, all’insegnante coordinatore e ai delegati degli studenti e dei genitori della classe di appartenenza dell’alunno.  

 

Titolo 4° - Organi competenti

 

art. 18 – Organi competenti 

Il Dirigente Scolastico e/o l’insegnante è competente per le sanzioni di cui alla lettera  a) dell’art. 17. 

Il Consiglio di classe decide sulle sanzioni che prevedono l’allontanamento dalla scuola per un periodo fino a quindici giorni. 

Il Consiglio d’Istituto decide sulle sanzioni di cui alla lettera e), f), g). 

In questo caso, il Consiglio d’Istituto può richiedere al Consiglio di Classe una relazione sui soggetti coinvolti. 

Il Consiglio di classe e il Consiglio d’Istituto decidono solo dopo aver preventivamente sentito a propria discolpa lo studente. 

Lo studente può farsi assistere dai genitori o da insegnanti; può indicare testimoni. 

Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse (genitori, studenti), da proporre entro quindici giorni a far data dalla comunicazione, davanti ad un apposito Organo di Garanzia interno alla scuola, istituito e disciplinato come in appresso. 

L’organo di garanzia dovrà esprimersi nei successivi dieci giorni. 

Qualora l’organo di garanzia non decida entro tale termine, la sanzione non potrà che ritenersi confermata. 

Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d’esame, compresi quelli di qualifica, sono inflitte dalla commissione di esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.  

 

Art. 18 bis – Procedimento

In caso di gravi inadempienze che rendono, in maniera assoluta ed incompatibile, la presenza dell’alunno in classe, il Preside può disporre, in casi di estrema urgenza, i provvedimenti cautelari più adeguati, promuovendo contestualmente il procedimento per l’irrogazione della sanzione disciplinare presso gli organi competenti, i quali dovranno, poi, esprimersi sulla ratifica del provvedimento del Preside. 

Per le sanzioni previste dall’art. 17  comma 1° lettere b), c), d), e) ed f), il Dirigente Scolastico convoca il Consiglio di classe di appartenenza dello studente. 

Il Consiglio, dopo breve istruttoria, inizia la procedura di irrogazione della sanzione, se la fattispecie è di sua competenza.

Se il Consiglio ravvisa nei comportamenti dell’allievo fattispecie non rientranti nella propria competenza, invia gli atti all’organo ritenuto competente. 

Le procedure relative all’irrogazione della sanzione disciplinare devono concludersi entro trenta giorni dall’avvenuta contestazione. Superato tale limite temporale, il procedimento è estinto. 

Le riunioni del Consiglio di classe e del Consiglio d’Istituto sono pubbliche. Ad esse sono ammessi, senza diritto di parola, coloro che hanno diritto al voto per le elezioni del Consiglio di Istituto (componente alunni, docenti, genitori, non docenti). 

Il voto relativo alle decisioni disciplinari del Consiglio di classe è segreto. Non è consentita l’astensione. 

  

Art. 18 ter – Sanzioni disciplinari e voto di condotta 

Le sanzioni incidono sull’attribuzione del voto di condotta che, come per legge, fa media con le votazioni conseguite sulle singole materie. 

 

Art. 19 - Consiglio di garanzia

Il Consiglio d’Istituto nomina un Consiglio di garanzia composto da due insegnanti, uno studente e due genitori, ed è presieduto da un soggetto di alte qualità morali e civili, scelto tra i componenti esterni alla comunità scolastica, designato all’unanimità dal Consiglio di garanzia. Il presidente non ha diritto di voto e svolge funzioni di consulenza. Il Consiglio, che dura in carica tre anni, delibera un proprio regolamento. La funzione di segretario verbalizzante viene svolta da un collaboratore amministrativo. 

Al Consiglio di garanzia sono rivolti i ricorsi contro le decisioni del dirigente scolastico, degli insegnanti del Consiglio di classe, che non prevedono l’allontanamento dalla scuola. I ricorsi debbono essere inviati al consiglio entro quindici giorni dalla comunicazione della sanzione. Il Consiglio delibera entro quindici giorni successivi al ricorso. 

Il Consiglio di garanzia decide, su richiesta degli studenti o di chiunque ne abbia interesse, sui conflitti che insorgano all’interno della scuola in merito all’applicazione del D.P.R. 24/06/1998 n. 249 (Statuto delle studentesse de degli studenti della scuola secondaria). Le riunioni del Consiglio di garanzia sono pubbliche. Ad esse sono ammessi, senza diritto di parola, coloro che hanno diritto al voto per l’elezione del Consiglio di Istituto. 

Il voto relativo ai ricorsi sottoposti al Consiglio di garanzia è segreto. Non è consentita l’astensione. 

  

Titolo 5° - Norme sui docenti

 

Art. 20 – Orario di servizio

Il docente è tenuto ad osservare l’orario di servizio previsto dal C.C.N.L. Scuola e l’orario interno stabilito all’inizio di ogni anno scolastico. 

  

Art. 21 - Aggiornamento dei docenti

I docenti hanno il diritto-dovere di aggiornarsi sulle disposizioni relative alla istruzione, sulle norme e sullo statuto giuridico ed economico del personale insegnante nonché sui programmi di insegnamento e d’esame, nei modi e nelle forme fissate dal Collegio dei Docenti. 

  

Art. 22 - Registro del docente

I registri personali del professore, da tenere costantemente aggiornati mediante l’annotazione degli argomenti delle lezioni, delle assenze degli alunni e dei voti espressi in cifre, devono essere conservati nell’apposito armadio situato in sala dei professori, fatta sempre salva la riservatezza e la sicurezza.  

 

Art. 23 - Inizio del servizio

I docenti devono presentarsi a scuola almeno cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni. In caso di assenza, per legittimo impedimento, gli insegnanti sono tenuti ad avvisare tempestivamente la Presidenza, prima dell’inizio delle lezioni. 

 

Art. 24 - Avvicendamento

L’avvicendamento degli insegnanti al termine dell’ora deve avvenire nel più breve tempo possibile.  

 

Art. 25 - Concessione di permessi

L’insegnante può autorizzare l’uscita dalla classe di un solo alunno per volta.  

 

Art. 26 - Riunione degli organi collegiali

I docenti sono tenuti a partecipare alle prescritte riunioni del Collegio dei Docenti, dei Consigli di classe e degli altri organi collegiali dell’Istituto entro i limiti contrattuali. Le delibere del consiglio d’istituto devono essere rese pubbliche attraverso l’affissione all’albo dei docenti.  

 

Art. 27 - Compiti in classe

I compiti in classe, possibilmente non più di uno nella stessa giornata, devono essere corretti nel più breve tempo possibile e restituiti in visione agli alunni per una adeguata e proficua analisi.  

 

Art. 28 - Rapporti dei docenti con la famiglia:

Per una più fruttuosa azione educativa, i docenti devono agire nei rapporti con i familiari degli alunni, con tatto e comprensione, evitando atteggiamenti e giudizi che possano compromettere quella collaborazione scuola e famiglia necessaria per una migliore conoscenza degli alunni. 

 

Art. 29 - Incompatibilità

Per le lezioni private e l’espletamento della libera attività, i docenti si atterranno alle norme di legge vigenti in materia. 

 

Titolo 6°

 

Art. 30 - Norma finale

Le presenti norme fanno parte integrante del POF. Eventuali modificazioni sono deliberate a maggioranza assoluta dal Consiglio d’Istituto, anche su proposta e previa consultazione degli organi collegiali rappresentativi delle varie componenti e, comunque, sentito il parere del Collegio dei docenti. 

Dei contenuti del presente regolamento, gli studenti e i genitori sono informati all’atto dell’iscrizione in forma chiara, efficace e completa.

 

  

Istituto di Istruzione Superiore don Lorenzo Milani - Gragnano


Regolamento della palestra

La palestra coperta costituisce uno dei luoghi dell’edificio scolastico ed è predisposta, per le finalità che le competono, alla formazione psicofisica degli alunni iscritti e frequentanti l’Istituto.

 In particolare essa è istituzionalmente destinata alle attività curricolari dell’insegnamento di Educazione fisica e a quelle ad esso connesse.

L’uso della palestra è pertanto, consentito alle classi nell’orario settimanale antimeridiano delle lezioni e, per le attività connesse all’insegnamento predetto, in orario pomeridiano, ferma restando la precedenza delle lezioni curricolari nell’ipotesi di turnazioni pomeridiane.  

Gli alunni accedono alla palestra solo se accompagnati dall’insegnante di Educazione fisica della classe. 

La palestra e gli spazi esterni sono utilizzabili solo dai docenti di educazione fisica. 

Non è consentito l’ingresso in palestra a chi sia sprovvisto di apposite ed idonee calzature. Il cambio delle calzature, ed eventualmente di vestiario, avviene negli spogliatoi maschili e femminili della palestra. Nella palestra è vietato l’uso di calzature ginniche adoperate nell’uso esterno quotidiano. 

L’utilizzo delle docce è consentito solo al termine delle attività non curricolari, nei limiti delle possibilità dell’impianto e a giudizio discrezione dell’insegnante. Non è consentito al termine dell’ora di lezione curricolare. 

Tutti coloro che utilizzeranno la palestra per le attività fisicosportiva dovranno essere in possesso di certificato medico di idoneità psicofisica alla pratica sportiva, declinando gli insegnanti da responsabilità civile e penale a tal riguardo. 

Gli alunni che hanno lezioni di ed. fisica alla prima ora, si recheranno direttamente in palestra, mentre per le ore successive, saranno prelevati dai docenti nelle rispettive classi e saranno accompagnati in palestra senza recare disturbo al regolare svolgimento delle lezione. 

Si fa obbligo agli alunni al rispetto dell’orario di inizio e fine lezione, onde evitare inutili e dannose interruzioni della lezione. 

Durante i cambi, in assenza dei docenti di ed. fisica, la sorveglianza della palestra è affidata al personale ausiliario. 

Si fa divieto agli alunni impegnati in palestra di uscire senza il permesso del docente. 

                L’uso degli spogliatoi è consentito solo per il tempo strettamente necessario al cambio degli indumenti e comunque non più di 15 minuti tra l’inizio e la fine della lezione. 

                Si fa divieto assoluto di fumare in tutti gli spazi (interni ed esterni) destinati all’attività motoria. 

                Si fa divieto di lasciare negli spogliatoi oggetti di valore incustoditi. 

                Si fa divieto di imbrattare i muri interni alla palestra e di recare danni alle strutture. 

                I danni eventualmente arrecati alle attrezzature della palestra e delle sue pertinenze, alle suppellettili ed alle pareti interne ed esterne sono addebitati ai singoli o, in caso di responsabilità collettiva alla classe o alle classi che hanno usato la palestra. La segnalazione del danno e l’indicazione del o dei responsabili sono a carico del docente di Educazione Fisica della classe, che vi provvederà, a mezzo di comunicazione scritta dal docente scolastico, con la dovuta tempestività, tanto rientrando nei suoi doveri. Resta fermo che i compartimenti rilevanti sotto il profilo disciplinare sono assoggettati alle procedure previste dal Regolamento di disciplina. 

                In caso di infortunio in palestra o durante il percorso aula/palestra e viceversa, il docente, dopo un primo pronto soccorso provvederà ad avvertire immediatamente la dirigenza per le iniziative del caso. 

                Ciascun docente di Educazione Fisica è responsabile degli alunni della propria classe, curando in particolare che l’intera classe si rechi in palestra in maniera ordinata; osserverà inoltre particolari cautele nella custodia di quegli alunni ai quali per motivate ragioni non avesse consentito l’entrata nell’ambiente palestra. 

Si fa divieto di consumare bibite e panini ecc. nella palestra negli spogliatoi, nei w.c. 

                Si fa divieto di utilizzare gli attrezzi ginnici senza l’autorizzazione dei docenti. 

                Si fa obbligo di riporre gli attrezzi utilizzati per lo svolgimento della lezione nell’apposito ripostiglio. 

                Si fa divieto assoluto di compiere azioni che possono arrecare danni a se stessi ed agli altri o che possono disturbare il regolare svolgimento della lezione, come gridare, spingere, lanciare attrezzi. 

                Agli insegnanti di Educazione fisica è fatto obbligo di far rispettare il Regolamento della palestra; ai collaboratori del dirigente scolastico incombe l’onere, in caso di assenza o di impedimento del dirigente, di controllare che tutti osservino il proprio regolamento.

 

 


Categoria: Generale

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